STORIA

TERRENO, CLIMA E MICROCLIMA

LA VITICULTURA

IL PINOT NERO

IL PINOT NERO NATURALMENTE ROSA

OLTREPO' PAVESE, LO SCRIGNO DELL'ENOGASTRONOMIA LOMBARDA

VINI PRINCIPALI


STORIA

Abitato sin dalla Preistoria, l'Oltrepò Pavese ospitò tribù di Galli e Liguri sino alla conquista romana. La vicinanza a Pavia lo pose in contatto con il Regno dei Longobardi che scelsero proprio Pavia come loro capitale. Nel Medioevo e nell'Età Moderna, il territorio fu teatro di scontri fra varie famiglie nobiliari, essendo terra di confine e punto nevralgico di controllo dei commerci. Testimoniano quel periodo numerosi castelli, quali il castello di Zavattarello e di Oramala. Nel 1741 l'Oltrepò entrò a far parte del Regno di Sardegna e per questo definito Antico Piemonte.


TERRENO, CLIMA E MICROCLIMA

L'Oltrepò Pavese vitivinicolo si identifica nelle colline appenniniche della porzione più meridionale della provincia di Pavia che si incunea tra l'Emilia e il Piemonte quasi fino ad arrivare al Mar Ligure. La zona è attraversata dal 450° parallelo ed è costituita per la maggior parte da terreno calcareo marmoso dell'Eocene. La sua superficie è prevalentemente collinare, eccetto la fascia litoranea del fiume Po. Dalla pianura costiera del Po, le colline salgono gradatamente verso sud sino a raggiungere i 1700 metri di altitudine del primo Appennino. Formano il territorio quattro valli principali che prendono il nome da altrettanti corsi d'acqua. Si tratta, da est a ovest, dei torrenti Versa, Scuropasso, Coppa e del fiume Staffora, che attraversa la città di Voghera, il centro abitato più popoloso della zona. La varietà del territorio, la vicinanza al mare e la presenza di torrenti e fiumi influisce notevolmente sul clima, di tipo temperato e in genere mite, pur presentando ottime escursioni tra la notte e il giorno soprattutto nel periodo estivo.


LA VITICOLTURA

L'Oltrepò è una zona vocata per eccellenza alla produzione di uva e di vino: infatti la sua storia viticola ha un passato di almeno 2000 anni. Le zone morfologiche che caratterizzano l'Oltrepò sono sostanzialmente due: i terreni della zona collinare bassa, costituiti da rocce sedimentarie marine, con una rilevante componente argillosa, e quelle più alte di origine gessosa, entrambi comunque perfetti per estrinsecare al meglio le caratteristiche tipologiche dei diversi vini bianchi, spumanti e dei vini rossi che vi si producono. La superficie a vite di 13.269 ettari, su un totale regionale di 24.000, rappresenta circa il 55% della superficie vitata della Lombardia. Se il calcolo è fatto sulla superficie iscritta alla D.O. la percentuale di rappresentatività della D.O. "Oltrepò Pavese" (11.102 ettari) rispetto alle altre D.O. lombarde (15.843 ettari) sale a oltre il 70%. Con i 600.000 hl di vino DOC DOCG, a cui si aggiungono oltre 300.000 hl di vino a I.G.T., prodotto mediamente ogni anno, l'Oltrepò, con i suoi 42 comuni tutti situati in zona collinare, costituisce la terza area DOC più importante d'Italia, dopo il Chianti e l'Asti. La DOC comprende un numero significativo di tipologie di vino: dal tradizionale Bonarda, ottenuto con uve Croatina, ad altri rossi storici quali il Buttafuoco, il Sangue di Giuda, il Rosso e il Rosso riserva costituiti da uvaggi di Croatina, Barbera e altri vitigni locali quali Uva Rara e Vespolina; dai bianchi tradizionali quali il Riesling o l'aromatico Moscato. Ma sicuramente da sempre un ruolo centrale è quello del Pinot nero, vitigno complesso e versatile che trova nell'Oltrepò una zona di eccellenza di particolare vocazione nelle sue tipologie più aristocratiche: rosso e nobili spumanti per la DOCG Oltrepò Metodo Classico.



IL PINOT NERO

La storia del Pinot nero vinificato in rosso in Oltrepò Pavese é invece relativamente recente: nonostante sin dalla stesura del primo disciplinare negli anni '70 era prevista questa tipologia (composta dall'85% di Pinot nero e dal restante 15% da varietà a bacca nera), solo nell'ultimo decennio i numeri sono diventati significativi. Ciò è dovuto forse alla difficoltà da sempre riscontrata nella coltivazione di un'uva destinata alla produzione di un vino complesso come questo: forme di allevamento, densità di impianto e rese per ettaro non adeguate rendevano impossibile la produzione di Pinot nero rosso di qualità e preposti all'invecchiamento. Difficoltà queste ormai superate grazie sia a gran parte delle aziende locali che stanno puntando su criteri di coltivazione molto ristretti e appropriati sia alle nuove norme previste dal nuovo disciplinare e sia ad un prodotto di riferimento internazionale.


IL PINOT NERO NATURALMENTE ROSA

Cruasé è il biglietto da visita della spumantistica naturale e di qualità in rosa. Ha il colore rosa di un grappolo di Pinot nero spremuto con le mani. E' un prodotto elegante e di tendenza, un marchio collettivo dell'Oltrepò Pavese, un Metodo Classico DOCG unico per nome e territorio. E' un vino che nasce dal nobile Pinot nero, vitigno che sulle colline della provincia di Pavia vanta più di un secolo di storia e oltre 3mila ettari in produzione. Il regolamento per produrre il Cruasé prevede severi parametri: minimo 85% di Pinot nero con la specifica di vitigno nella DOCG. E' un prodotto per chi a un vino chiede gusto, piacevolezza, naturalità ed emozioni.


OLTREPO' PAVESE, LO SCRIGNO DELL'ENOGASTRONOMIA LOMBARDA

Non è solo il vino a fare grande l'Oltrepò Pavese in tutta Italia e nel resto del mondo. A Varzi nasce infatti il Salame di Varzi DOP. La zona di produzione comprende 15 Comuni lombardi (Bagnarla, Brano di Pregola, Cecima, Fortunago, Godiasco, Menconico, Montesegale, Ponte Nizza, Rocca Susella, Romagnese, Santa margherita di Staffora, Val di nizza, Valverde, Varzi, Zavattarello). La sua qualità deriva da tecniche di lavorazione contadina messe a punto nei secoli e dal clima favorevole, che nasce dai connubio tra la brezza marina proveniente dalla Liguria e le fresche correnti di montagna che soffiano nella Valle Staffora. Le origini del Salame di Varzi risalgono all'epoca dei Longobardi. Nel XIII secolo i marchesi Malaspina io presentavano ai loro commensali come pietanza prelibata. Per la preparazione dei Salame di Varzi si usano i tagli pregiati dei maiale (coscia, spalla, lonza, coppa e filetto, oltre a guanciale e pancetta per il grasso), secondo le proporzioni stabilite dal disciplinare di produzione. La stagionatura dipende dal tipo e dalle dimensioni: il Salame di Varzi con budello cucito doppio, del peso da i a 2 kg e oltre, stagiona per almeno 90 giorni.


 

VINI PRINCIPALI


Pinot nero dell'Oltrepò Pavese
Nasce da selezioni clonali, effettuate anche in Oltrepò pavese, con la sigla MIRA (Università di Milano e Riccagioia), rappresenta in assoluto la nobiltà viticola e ha trovato in Oltrepò il primo territorio di vocazione in grado di esaltarlo. Il vino può presentarsi in una tipologia d'annata o riserva, con almeno 2 anni d'invecchiamento. Il colore assume talvolta connotazioni rubino intenso, con sentori molto netti di frutti ma anche di spezie. Sono vini di buona struttura e buon corpo, possono invecchiare per oltre 10 anni.

Bonarda dell'Oltrepò Pavese
Vino ottenuto da uve Croatina, ha un carattere di dinamicità e beva accattivante, la sua diffusione in Italia ha raggiunto i 7 milioni di bottiglie.

O.P. Barbera
Nella tipologia di "grande riserva" presenta tutte le caratteristiche di un grande vino rosso italiano che s'accompagna alla più classica tradizione.


O.P. Riesling
Ottenuto dalle uve di Riesling Renano e/o Riesling Italico si caratterizza sia per vini molto freschi, che per vini superiori da gustarsi con almeno un anno d'invecchiamento per godere dello sviluppo di tutti gli aromi terziari. Molto utilizzata anche la versione Spumante.

 

VISITA CANTINA

LA NOSTRA STORIA

FOTO VIDEO

OLTREPO2

VINI ROSSI

VINI BIANCHI

VINI RISERVE

VINI SPECIALI

PROGETTI

DOVE SIAMO

CONTATTACI

INDIRIZZI UTILI

AREA RISERVATA

Questo sito web utilizza i cookies. Clicca su MORE per approfondire cosa sono i cookies. Clicca su CHIUDI per accettare i cookies.